10/05/2025
Autore: Sandro
L’European Accessibility Act (EAA) è entrato in vigore a giugno 2025.
Le regole sono cambiate e non possiamo più far finta di niente. Oggi parliamo di un tema cruciale per chiunque lavori nel web: l’accessibilità obbligatoria. Vi spiego in dettaglio cosa significa per i webmaster.
Cos’è il European Accessibility Act?
Il European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882) è una direttiva dell’Unione Europea che mira a migliorare l’accesso a prodotti e servizi per le persone con disabilità. Non è una legge in sé, ma obbliga gli Stati membri a recepirla nella loro legislazione nazionale. L’obiettivo è armonizzare le normative e garantire che i prodotti e servizi chiave siano accessibili a tutti.
Chi è interessato?
Questa direttiva riguarda principalmente le aziende che offrono servizi e prodotti a consumatori finali, chi vende prodotti o servizi nell’UE e soddisfi almeno uno di questi criteri:
- Hai almeno 10 dipendenti
- Hai un fatturato annuale o un bilancio superiore ai 2 milioni di euro
I settori più impattati sono:
- E-commerce: siti di vendita online.
- Servizi bancari: home banking e siti di istituti finanziari.
- Trasporti: siti di compagnie aeree, ferroviarie, ecc.
- Comunicazioni: servizi di telecomunicazione.
- Servizi audiovisivi: siti di streaming video e audio.
Ma attenzione: sebbene l’EAA non si applichi direttamente a tutti i siti web, il principio di accessibilità è sempre più un requisito implicito. Chiunque progetti un sito per un’azienda che opera in questi settori, o anche solo per un cliente che vuole essere conforme alle normative, deve adeguarsi.
Cosa comporta l’EAA per i siti web?
Il focus è sui requisiti tecnici. Per i siti web, l’EAA si basa principalmente sullo standard WCAG (Web Content Accessibility Guidelines). Nello specifico, si fa riferimento al livello WCAG 2.1 AA. Non è più solo un “nice-to-have”, ma un “must-have”. Ecco alcuni punti chiave da considerare:
- Struttura del codice: Il codice HTML deve essere semanticamente corretto. Usare i tag giusti (h1, p, ul, ol, nav, main, footer) non è solo per una buona SEO, ma è fondamentale per gli screen reader.
- Testo alternativo per le immagini: Ogni immagine che non sia puramente decorativa deve avere un attributo
altdescrittivo. - Contrasto cromatico: Il testo deve avere un contrasto sufficiente rispetto allo sfondo per essere leggibile anche da persone con problemi di vista. Esistono tool online per verificare i rapporti di contrasto.
- Navigazione da tastiera: Tutti gli elementi interattivi (link, pulsanti, form) devono essere navigabili e utilizzabili solo con la tastiera, senza l’uso del mouse. È qui che il tag
tabindexe la gestione del focus diventano cruciali. - Form accessibili: I campi dei form devono avere etichette (
label) correttamente associate e messaggi di errore chiari e posizionati correttamente.
Come adeguarsi con WordPress e Avada?
Come webmaster, il nostro compito è implementare queste linee guida. Se lavorate con WordPress e Avada, avete già degli strumenti potenti a disposizione.
- Tema Avada: Avada è un tema robusto, ma non è magicamente accessibile “out of the box”. Dobbiamo configurarlo correttamente. Verificate le impostazioni del tema relative all’accessibilità. Spesso ci sono opzioni per attivare un markup semantico più corretto.
- Plugin: Esistono diversi plugin per l’accessibilità, come WP Accessibility o One Click Accessibility. Questi possono aiutare, ma non risolvono tutti i problemi. Sono utili per automatizzare piccole correzioni (come l’aggiunta di
skip-to-contentlinks) ma la vera accessibilità si costruisce a livello di codice e design. - Gutenberg/Fusion Builder: Usate i blocchi e gli elementi in modo semantico. Invece di usare un
pcon stile per simulare un titolo, usate l’intestazione corretta (h2,h3). IlFusion Builderdi Avada ha elementi specifici per titoli, liste, ecc. Usateli nel modo giusto. - Media Library: Quando caricate le immagini, non dimenticate mai di compilare il campo “Testo alternativo”. Non è un suggerimento, è un requisito.
Tool per il controllo
Non siate superficiali. Verificate il lavoro con tool specifici.
- Developer Tools del browser: Con Chrome o Firefox, potete usare il pannello “Audits” (Lighthouse in Chrome) per generare un report di accessibilità. Vi darà una panoramica e suggerimenti precisi.
- WAVE (Web Accessibility Evaluation Tool): Questo è uno dei migliori. Basta inserire l’URL del sito e vi mostrerà in modo visivo gli errori di accessibilità direttamente sulla pagina.
- Screen reader: Provate a navigare il vostro sito con un screen reader come NVDA (gratuito) o JAWS. È l’unico modo per capire veramente come un utente non vedente percepisce la pagina.
Conclusione
L’obbligo di accessibilità non è una minaccia, ma un’opportunità. Adeguarsi non solo vi mette al riparo da possibili sanzioni (che varieranno da paese a paese), ma vi permette anche di creare siti migliori per tutti. Un sito accessibile è più usabile, ha una migliore SEO e raggiunge un pubblico più ampio.
Come webmaster, l’accessibilità deve diventare parte del nostro workflow. Dobbiamo educare i nostri clienti e integrare queste pratiche fin dalla fase di progettazione. Non si tratta di aggiungere un “pezzo” alla fine, ma di costruire il sito con questo principio in mente. Il conto alla rovescia è iniziato.


